L’Italia della cashless society (parte 1)

L’Italia della cashless society è un Paese in controtendenza rispetto al resto dell’Europa: l’uso del contante e il valore dei prelievi dagli sportelli bancari stanno addirittura aumentando. Allo stesso modo però, negli ultimi anni molto è stato fatto per incentivare i pagamenti elettronici

  • riduzione del tetto delle commissioni bancarie
  • abolizione del pagamento cash degli stipendi
  • limite di 3.000 euro per i pagamenti in contanti
  • divieto di sovrapprezzo sugli acquisti online
  • abolizione della maggiorazione di prezzo dei biglietti aerei in base alla tipologia della carta di credito
  • riduzione della franchigia da 150 a 50 euro a carico del cliente in caso di truffa digitale
  • pagamenti e fatturazione elettronica nella distribuzione dei carburanti
  • imminente obbligo di fatturazione elettronica anche tra privati in vigore da gennaio 2019

Digital Transformation

Molto è stato fatto ma… forse non abbastanza? La Digital Transformation progredisce anche in Italia e sappiamo bene che la curva di sviluppo non è lineare. Cresce per balzi, talvolta improvvisi, e le circostanze possono cambiare rapidamente. Ad esempio, due interventi mirati che presto o tardi impatteranno sulla vita di molte persone:

  • nella Pubblica Amministrazione, con la partenza dell’e-fattura da gennaio 2019 e con la nuova carta d’identità elettronica a disposizione su richiesta in tutti i Comuni italiani entro la fine del 2018 da usare anche come credenziale per l’identità digitale;
  • nel Banking, con l’introduzione della normativa Psd2 che attribuisce ai clienti la proprietà e la facoltà di poter disporre dei propri dati e di poterli trasferire a terzi grazie proprio all’automatizzazione dei processi.

Il processo di digitalizzazione del Paese è in via di accelerazione grazie anche all’impulso normativo di questa direttiva Psd2 sui pagamenti, che impone a banche e finanziarie la modernizzazione dei loro servizi e comunicazioni. Il sistema tecnologico di riferimento infatti si muove alla velocità della luce, dalle mobile app alla blockchain, e nuovi interpreti (alcuni dei quali al momento hanno il vantaggio di non dover sottostare alla rigida regolamentazione interbancaria) ne approfittano per conquistare quote di mercato, enfatizzando al massimo proprio il miglioramento della Customer Experience: interfacce nativamente smartphone-friendly, disposizioni facili e veloci, integrazioni con tutte le principali piattaforme di pagamento, solo per citare alcuni fattori differenzianti.

Gli istituti bancari si trovano di fronte una grande sfida in un momento storico complicato: sono costretti ad aumentare in maniera esponenziale i loro investimenti nell’ICT, nei Big Data, nei confronti delle FinTech si rendono necessarie partnership (e talvolta acquisizioni). Cambiano gli strumenti e le modalità di interazione con i clienti. Allo stesso tempo, le banche devono fronteggiare gli inevitabili impatti organizzativi che tutti questi cambiamenti provocano al loro interno: grandi stimoli al costante miglioramento provengono ad esempio da nuove figure professionali legate alla sfera del Digital Marketing e del Customer Care.

Eloquenti sono le parole del DG di Bankitalia Salvatore Rossi:

Finalmente in Europa le cose si iniziano a muovere, grazie all’impulso della direttiva Psd2 sui pagamenti. Una direttiva che ci fa capire che i dati sono soprattutto del cliente e non della banca. Il concetto è questo: la banca apre la cosiddetta scatola nera per mettere a disposizione del cliente i dati, il quale può a sua volta inviarli qualora richiesto al soggetto terzo. Per consentire il dialogo all’interno dello schema banca-cliente-soggetto terzo le nuove soluzioni possono fornire il giusto appoggio, Di fatto si tratta di un’iniziativa altamente competitiva.

Tutto ciò all’interno di un mercato fino a pochi anni fa non particolarmente motivato a cercare soluzioni competitive. Se ha poco senso competere con le FinTech o i giganti di Internet, e il mondo va in quella direzione, meglio unirsi a loro, stringere partnership, condividere modelli di Customer Engagement e di Vendita.

La Generazione Z del Finance: banche, assicurazioni, credito, e qualche novità…

Dopo i Millennials, la Generazione Z. Utilizziamo questa metafora socio-demografica per identificare le più recenti novità in fatto di aziende, strategie e strumenti impiegati dal settore Finance al fine di dialogare con persone e clienti iperconnessi, autonomi, rapidi e costantemente immersi in un mondo fatto di informazioni (e di distrazioni).

Player come MasterCard si stanno ponendo sempre di più come società tecnologiche e non solo come fornitrici di carte di credito. D’altro canto, l’obiettivo delle aziende Finance è quello di passare nei prossimi 3 anni dall’attuale 10% al 70% di attività digitalizzate. Ad esempio, all’interno del circuito Samsung Pay ci sono già 150 fra banche e acquirers (Unicredit, BNL, CheBanca!, Intesa San Paolo, Mediolanum, Mastercard, Visa, Nexi…). Sistemi come quello di Samsung non sono necessariamente alternativi alla carta di credito ma si pongono come un supporto alla digitalizzazione dei pagamenti. Basta accedere al proprio account, registrare la propria carta di credito e al momento del pagamento avvicinare lo smartphone al PoS.

Da inverosimile è diventato possibile il giorno in cui i servizi finanziari nel loro complesso potranno avvicinare il primato dei settori che in Italia detengono lo scettro dei pagamenti cashless: servizi di turismo e trasporti (9.8 Mld €), prodotti di informatica ed elettronica (4.6) e abbigliamento (2.9). Solo i servizi assicurativi (1.3) generano un controvalore simile ai prodotti di arredamento (1.4), alimentari (1.1) e editoria (1 Mld €).

Nomi noti affiancati a nuove iniziative di business che stanno emergendo nel mercato in crescita dei Digital Payments. Con la sperimentazione ‘Pin-on-mobile’ di Ingenico Group e Nexi è possibile digitare il Pin della carta di credito direttamente sullo smartphone. La soluzione è pensata per più scenari: piccole e medie imprese che cercano un backup in aggiunta ai terminali già in dotazione, transazioni frequenti e/o caratterizzate da un ammontare relativamente basso come trasporti pubblici, logistica e servizi postali.

Benché i vantaggi di una cashless society siano numerosi e sotto gli occhi di tutti, senza contare la riduzione dei costi di gestione del contante che Banca d’Italia quantifica in circa 10 miliardi di euro, l’Italia resta attualmente al sestultimo posto in Europa per l’adozione dei pagamenti elettronici (Cash Intensity Index 2018 EU) ed è fra le nazioni al mondo con maggiore incidenza del contante sul PIL (Cash Intensity Index Worldwide).

Nonostante ad esempio la crescita dell’eCommerce, in quantità e in valore delle transazioni online, una larga fetta della popolazione rimane fedele all’utilizzo del contante. Sono molte le azioni concrete, che hanno l’obiettivo di disincentivare l’utilizzo del contante, proposte dagli operatori di mercato e tuttora al vaglio delle Autorità:

  • abbassamento dei limiti della soglia legale del contante a 500 euro per transazione
  • obbligo di pagamento cashless per certi beni e servizi (alcune utility già oggi non accettano più il pagamento in contante, tramite bollettini postali o ai loro sportelli, per i nuovi contratti e le nuove utenze)
  • riduzione dei termini di accertamento dell’IVA e delle imposte dirette da parte delle autorità fiscali
  • policy di installazione PoS obbligatoria per gli esercenti e sanzioni per la mancata accettazione di pagamenti cashless
  • identità digitale per tutti i cittadini
  • obbligo entro il 2025 per la P.A. di non accettare più pagamenti in contanti e una conseguente campagna di comunicazione di massa
  • servizi di Digital Payments dedicati al pagamento delle tasse comunali (es. raccolta dei rifiuti, servizi scolastici… ma al momento molti Comuni non sono ancora attrezzati per i pagamenti digitali)

Per far sì che queste e tante altre misure diventino appetibili in un’ottica di costo/beneficio, occorre anche prevedere dei benefit per il cittadino-cliente al fine di far percepire la diffusione del cashless come un vero plus.

Nella SECONDA PARTE de “L’Italia della cashless society” completeremo questa panoramica con ulteriori spunti, dati e tendenze di mercato, casi di successo.

Fonti:

Osservatorio Mobile Payment & Commerce, Politecnico di Milano, 2018

Osservatorio eCommerce B2C, Politecnico di Milano, 2018

Mobile Wallet (NFC, Digital Wallet) Market, Allied Market Research, 2018

Statista Digital Market Outlook, FinTech Report Digital Payments, 2018

The European House – Ambrosetti, Community Cashless Society, 2018

Sia, ABI Servizi, Bancaforte, Lo shopping natalizio traina i pagamenti digitali, 2017

Google, IHS Markit, Key4Biz, 2018

Mastercard, Tearsheet, 2018

Allianz, AziendaBanca, 2018

Samsung Electronics Italia, Pagamentidigitali.it, 2018

Wall Street Journal, Start Magazine, 2018

Ingenico Group, Pagamentidigitali.it, 2018

TIM, Pagamentidigitali.it, Bancaforte.it, 2018

Market Revolution, Come WeChat sta cambiando il marketing del lusso in Cina, 2018

NetCents, Visual Capitalist, The future of crypto payments in the retail market, 2018

Essere una PMI Digitale e Innovativa

Your Voice S.p.A. aumenta l’investimento in R&D e sale al 24% del fatturato re-investito in nuovi progetti di sviluppo.

È una delle prime aziende a essere stata inserita come ‘PMI Innovativa’ nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Il Rapporto Cerved PMI 2017 conferma l’incremento di numero delle PMI italiane e due indicatori forse ancora più importanti: la migliore solidità finanziaria e la maggiore propensione agli investimenti. Le piccole-medie imprese nel 2017 fanno meglio delle grandi aziende in termini di fatturato, valore aggiunto e margine lordo.

“Il numero di PMI italiane è tornato a crescere e la redditività si avvicina ai livelli pre-crisi con una ripresa che ha basi finanziarie e reddituali molto solide. Tuttavia è necessario aumentare la produttività delle nostre imprese e accelerare il ritmo di crescita, troppo indietro rispetto a quello degli altri principali paesi europei” commenta Marco Nespolo CEO di Cerved Information Solutions . “A tal fine, sarà decisivo sfruttare il potenziale di Industria 4.0: la trasformazione tecnologica dei processi produttivi implica la possibilità di automatizzare molte mansioni e, allo stesso tempo, apre nuove opportunità di creazione di posti di lavoro ad alto valore aggiunto.”

Gli investimenti delle PMI sono in crescita nell’ultimo anno e -positiva sorpresa- risultano piuttosto distribuiti e simili fra molti mercati differenti. In tempi di Digital Transformation, “investimenti” fa rima con “innovazione”. Non è un caso se i manager più ricercati dalle PMI si occupano di Innovation (e di Export).

Il Registro delle Imprese, gestito dalle Camere di Commercio sul territorio e a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legge del 24/01/2015 n. 3 noto come “Investment Compact”, ha istituito una nuova categoria: le PMI Innovative. Una sezione speciale del Registro raccoglie e certifica proprio quelle realtà che fanno dell’innovazione tecnologica il pilastro su cui costruire il loro sviluppo. Your Voice S.p.A. è stata una delle prime PMI a essere inserita in tale registro presso la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Accedere alla sezione speciale PMI Innovative del Registro delle Imprese non è esattamente automatico. Oltre a una procedura documentale, fra i numerosi requisiti segnalo ad esempio:

A. certificazione del bilancio da parte di una società di revisione iscritta al registro dei revisori contabili (sono quindi escluse le società di nuova costituzione)

B. azienda non iscritta al Registro come start-up né come incubatore

 

In particolare, Your Voice S.p.A. soddisfa come da normativa almeno due dei tre seguenti criteri:

1.      volume di spesa in ricerca, sviluppo e innovazione in misura almeno pari al 3% della maggiore entità fra costo e valore totale della produzione della PMI Innovativa;

2.      forza lavoro qualificata costituita per 1/5 da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori con almeno 3 anni di esperienza certificata – oppure per 1/3 in possesso di laurea magistrale;

3.      titolarità di almeno una privativa industriale o dei diritti relativi a un programma per elaboratore originario registrato presso il Pubblico Registro per il Software.

 

Your Voice S.p.A., infatti, ha depositato e registrato un brevetto in merito alla gestione di contenuti digitali per dispositivi mobili. Mi dispiace, ma per il momento di più non posso dirti ; )

Per maggiori dettagli su Requisiti e differenze fra Start-up e PMI Innovative, invece, puoi approfondire qui.

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Your Voice S.p.A. è stata assistita dallo Studio Legale Nctm, riconosciuto come uno tra i più importanti studi legali indipendenti italiani sia per dimensioni che per numero e rilevanza delle operazioni seguite. Nctm ha sedi a Milano, Roma, Bruxelles, Londra e Shanghai e si avvale della collaborazione di oltre 250 professionisti.

 

GDPR: General Data Protection Regulation

Poco meno di due mesi ed entrerà in vigore. Il “famigerato” GDPR, perché negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli annunci e gli articoli, dai toni talvolta allarmistici, sugli organi di informazione e sulle testate giornalistiche dedicate all’ICT.

Il Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali rafforza il principio di accountability, per il quale aumentano le responsabilità in capo ai titolari e ai responsabili del trattamento dei dati personali. Sono richiesti tre provvedimenti:

1.      designazione del DPO – Data Protection Officer

2.      costituzione del Registro delle attività di trattamento

3.      individuazione di procedure organizzative e di notifica delle violazioni di dati personali

 

Your Voice ha costituito un gruppo di lavoro con l’obiettivo di aggiornare i processi aziendali, dall’organizzazione fino alla documentazione, nel rispetto delle linee guida indicate nel GDPR. Oltre alla nomina del Data Protection Officer, sono state individuate e formalizzate una serie di attività:

▬ analisi dei rischi relativi ai trattamenti effettuati

▬ adozione di adeguate/rafforzate misure di sicurezza (es. cifratura)

▬ procedure di notifica in caso di data breach

▬ stesura di un DPIA -Data Protection Impact Assessment- per ogni trattamento effettuato dall’azienda

 

Entro la naturale scadenza prevista dalla normativa, Your Voice applicherà -in trasparenza e sinergia con tutti i Clienti e i Business Partner- ogni procedura/adeguamento che non dovesse risultare conforme.

Il cambio di passo previsto dal GDPR in materia di protezione dei dati personali segna uno spartiacque significativo con il passato. Queste legge mette in risalto non solo una maggiore attenzione verso i clienti finali ma sensibilizza le aziende anche sull’importanza della collaborazione trasparente fra fornitori e business partner, in particolar modo per il settore ICT.

Le aziende che interpreteranno al meglio questo nuovo modello di gestione della Privacy e della sicurezza informatica si doteranno di processi rigorosi e maggiori competenze:

▬ formazione tecnologica e legale sempre aggiornata

▬ migliore tracciamento dei dati

▬ resilienza dei sistemi informatici

▬ verifica di modalità e tempi di accesso e ripristino dei dati

▬ implicazioni normative e non solo tecniche di un eventuale attacco informatico

 

Il Garante italiano per la protezione dei dati personali ha predisposto una pagina informativa ricca di contenuti utili. A questo link puoi scaricare direttamente il pdf in italiano del GDPR.